“Troppo concentrati sui risultati anziché sulle persone, trascuriamo di prenderci cura di noi stessi come esseri viventi, cioè chiamati ad essere di giorno in giorno più vivi, capaci di un destino inedito, e ci accontentiamo di attraversare stancamente la ripetizioni di giorni senza gioia. Io credo che accada perché spesso preferiamo alla vita il suo rivestimento, come se chi ha ricevuto un regalo si accontentasse del pacchetto, per paura di rimanere deluso. “L’epoca delle passioni tristi” come qualcuno ha definito il nostro tempo ebbro di emozioni di superficie ma assetato di amori profondi, è esangue e spenta per mancanza di destini tesi a diventare destinazioni, quella condizione, cioè in cui abbiamo presa sulla nostra vita così come è e la facciamo fiorire, trasformando ciò che ci è capitato in scelta, ciò che ci è dato in desiderio, ciò che abbiamo in passione, la strada che stiamo percorrendo in ispirazione per una meta”.
“Tu sei speciale” è una favola per tutte le età che tocca il cuore di quelli che l’ascoltano.
Il popolo di legno degli Wemmicks passa il tempo ad appiccicare stelline agli altri come apprezzamento e bollini grigi come disprezzo. Il protagonista riceve solo quelli grigi, fino a quando scopre la possibilità che i bollini non rimangano attaccati al suo corpo, e così poter intuire la sua vera natura.
Attraverso un incontro importante comincerà a credere ad uno sguardo capace di renderlo libero dal ricercare il proprio valore in ciò che “fa”, per gustare invece ciò che “è”.
Perché è nell’istante in cui ci sentiamo titolati ad esprimere nel silenzio del nostro cuore ciò che per noi più conta, che il giudizio e il pregiudizio lasciano spazio ad una esplosione ed espansione unica.