Come prima cosa grazie di avermi invitato qui a Nomadelfia a parlare di un tema così importante a me molto caro: la coppia. Considerata una delle esperienze più terapeutiche che l’uomo possa fare, perché attraverso l’altro si conosce se stessi.
Ritengo molto utile fermarsi e creare uno spazio di riflessione su questo argomento così complesso e fragile.
Proprio FRAGILITA’ E COMPLESSITA’ saranno le due parole chiave che guideranno il nostro assetto mentale in questo tempo.
L’educazione ha bisogno di tener conto della fragilità.
La fragilità, che non è debolezza ma una caratteristica della condizione umana, fatta di limiti, di dolore, di sentimenti, garantisce l’educazione perché la fragilità ha bisogno dell’altro, lo ricerca, vi si appoggia, e dunque è la condizione ideale perché si crei una relazione.
Osservo con curiosità gli artisti di Murano che compongono oggetti straordinari soffiando il vetro, piegandolo, colorandolo. Sanno che corrono il rischio che tutto finisca in frantumi, ma quando l’oggetto è realizzato, suscita stupore e meraviglia. Ecco un oggetto fragile, non certamente debole. Legati a quella fragilità sono il valore e la bellezza.
Questo assetto ci permette di relazionarsi con i pazienti in modo sincero…l’etimologia di sincero deriva da ”sine-cera”….cioè senza cera…così le statue più belle e uniche al tempo dei romani che avevano delle crepe non venivano riempite con la cera perché anche la “ferita” era considerata preziosa…per cui sine-cera erano le statue su cui era possibile vedere le spaccature interne. Perciò pensare alla coppia come un’esperienza fragile ci permette di vivere un rapporto di cura e presa in carico sincero.
La complessità è la seconda parola chiave.
Il matrimonio è come partire per un viaggio credendo di andare alle Hawaii e poi trovarsi nelle montagne svizzere.
Infatti, il nostro discorso descrive una danza che parte dall’Io (Intrapsichico) al tu (Interpersonale), per creare il Noi. Per cui la relazione è una dinamica in cui davvero uno più uno non fa due ma tre, cioè la relazione.
Osservare questo è complesso.
La realtà acquista un SENSO nello sforzo che compiamo per sviluppare L’ELEMENTO INDIVIDUALITÀ che riesce a connotare di valore la nostra presenza al mondo.
Ora come si fa a dar vita a questa unicità dell’essere?
Uno degli elementi fondamentali grazie ai quali la personalità individuale prende forma è proprio l’esistenza dei legami affettivi.
I legami affettivi si basano sul RICONOSCIMENTO RECIPROCO DELL’INDIVIDUALITÀ.
SOLO SE SI PERCEPISCE DI ESSERE INSOSTITUIBILI PER L’ALTRO CI SI PUÒ SENTIRE INDIVIDUI (Cartotentuto).
Spesso faccio riferimento alla favola del BRUTTO ANATROCCOLO, che solo alla fine del suo percorso evolutivo scopre di non essere un anatroccolo ma addirittura un cigno, per cui la sua bruttezza era solo segno della sua diversità. Però egli scopre queste fondamentali verità soltanto specchiandosi nel lago.
Allo stesso modo ognuno deve trovare il proprio “LAGO”, vale a dire una persona con cui confrontarsi e con cui scoprire la propria verità interiore.
Infatti, SIAMO DEFINITI DALLO SGUARDO DELL’ALTRO.
Ritengo utile questa premessa prima di addentrarci su questi punti:
- Come funziona la coppia?
- La coppia nel disagio
- Il disagio nella coppia
- Come il medico può aiutare la coppia?